Scopri quali sono le principali malattie professionali nel settore delle pulizie, i fattori di rischio e le strategie di prevenzione secondo le indicazioni INAIL.
Indice dei contenuti
Le malattie professionali nel settore delle pulizie: conoscerle per prevenirle
Il settore delle pulizie rappresenta una realtà fondamentale per aziende, uffici, strutture sanitarie, industrie, alberghi e condomini. Ogni giorno migliaia di operatori svolgono attività indispensabili per garantire ambienti igienicamente sicuri e conformi alle normative.
Proprio per la varietà delle mansioni svolte, gli addetti alle pulizie sono esposti a numerosi fattori di rischio che, nel tempo, possono favorire l’insorgenza di malattie professionali.
Secondo i dati e gli studi pubblicati da INAIL, le patologie più frequenti riguardano principalmente l’apparato muscolo-scheletrico, ma assumono particolare importanza anche le malattie della pelle, i disturbi respiratori e i rischi derivanti dall’esposizione ad agenti chimici e biologici.
Quali rischi affrontano gli operatori delle pulizie?
Ogni ambiente di lavoro presenta caratteristiche differenti.
Un addetto può operare in:
- uffici
- industrie
- ospedali
- scuole
- alberghi
- centri commerciali
- condomini
- impianti produttivi
Ogni contesto espone il lavoratore a rischi differenti, che dipendono non solo dalle sostanze utilizzate ma anche dalle superfici trattate, dalle attrezzature impiegate e dall’organizzazione del lavoro.
Tra i principali fattori di rischio troviamo:
- movimentazione manuale dei carichi;
- movimenti ripetitivi;
- posture scorrette mantenute per lungo tempo;
- utilizzo di detergenti e disinfettanti;
- esposizione ad agenti biologici;
- vibrazioni prodotte dalle macchine;
- stress lavoro-correlato.
Le malattie muscolo-scheletriche sono le più diffuse
Le statistiche INAIL evidenziano come le patologie dell’apparato muscolo-scheletrico rappresentino la quota maggiore delle malattie professionali denunciate nel settore delle pulizie.
Le attività quotidiane comportano infatti:
- lavaggio di pavimenti;
- spinta di carrelli;
- trasporto di materiali;
- pulizia di vetri;
- movimentazione di sacchi dei rifiuti;
- uso continuativo di aste telescopiche;
- pulizie in posizioni scomode.
Con il passare degli anni queste attività possono provocare infiammazioni, tendiniti, dolori alla schiena, problemi alle spalle, ai gomiti e ai polsi.
Tra le patologie maggiormente riscontrate figurano anche la sindrome del tunnel carpale e numerosi disturbi della colonna vertebrale.
Il rischio chimico
Gli operatori utilizzano quotidianamente detergenti, disinfettanti, sgrassatori e prodotti specifici per numerose superfici.
Se utilizzati in modo scorretto, oppure senza i necessari dispositivi di protezione individuale, questi prodotti possono provocare:
- irritazioni cutanee;
- dermatiti;
- eczema;
- irritazione degli occhi;
- irritazione delle vie respiratorie;
- sensibilizzazioni allergiche.
È importante ricordare che aumentare arbitrariamente la concentrazione dei prodotti non migliora l’efficacia della pulizia ma aumenta solamente il rischio per gli operatori.
Il rischio biologico
Chi opera in ospedali, studi medici, RSA, scuole, servizi igienici o ambienti particolarmente frequentati può entrare in contatto con batteri, virus, muffe e altri agenti biologici.
Per questo motivo risultano fondamentali:
- corretto utilizzo dei DPI;
- procedure operative standardizzate;
- igiene delle mani;
- formazione continua;
- corretta gestione dei rifiuti.
Disturbi respiratori e malattie della pelle
Diversi studi internazionali hanno evidenziato una correlazione tra l’utilizzo continuativo di prodotti chimici per la pulizia e l’insorgenza di disturbi respiratori.
Parallelamente, il continuo contatto con acqua e detergenti può alterare la naturale barriera protettiva della pelle, favorendo dermatiti irritative o allergiche.
Una corretta scelta dei prodotti e l’impiego di guanti adeguati rappresentano una misura preventiva fondamentale.
Ergonomia e organizzazione del lavoro
La prevenzione non dipende esclusivamente dai DPI.
Un ruolo determinante è svolto anche da:
- attrezzature ergonomiche;
- aste leggere e regolabili;
- carrelli ben organizzati;
- corretta pianificazione delle attività;
- alternanza delle mansioni;
- pause adeguate;
- formazione pratica.
Investire sull’ergonomia significa ridurre l’affaticamento e diminuire il rischio di patologie croniche.
L’importanza della formazione
Una formazione efficace permette agli operatori di:
- conoscere i rischi specifici;
- utilizzare correttamente i prodotti;
- leggere le schede di sicurezza;
- adottare posture corrette;
- utilizzare in modo appropriato i DPI;
- riconoscere precocemente eventuali sintomi.
La formazione rappresenta uno degli strumenti più efficaci per ridurre gli infortuni e le malattie professionali.
L’impegno di Ciemmezeta
In Ciemmezeta riteniamo che qualità del servizio e tutela della salute dei lavoratori siano strettamente collegate.
Per questo motivo investiamo costantemente in:
- formazione del personale;
- utilizzo di prodotti professionali certificati;
- attrezzature ergonomiche;
- procedure operative standardizzate;
- rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
La prevenzione non è soltanto un obbligo normativo, ma un valore che contribuisce a garantire servizi di pulizia professionali, sicuri e di elevata qualità.
Conclusioni
Le malattie professionali nel settore delle pulizie possono essere prevenute attraverso una corretta organizzazione del lavoro, l’impiego di attrezzature adeguate, la formazione continua e un utilizzo consapevole dei prodotti chimici.
Conoscere i rischi significa poterli gestire efficacemente, tutelando sia gli operatori sia la qualità del servizio offerto.
Fonti
Le informazioni contenute in questo articolo sono state elaborate e rielaborate sulla base della pubblicazione INAIL – “Le patologie nel settore delle pulizie” (Sistema di sorveglianza delle malattie professionali, Scheda 13, 2026) e della relativa documentazione scientifica di riferimento






