In un condominio, soprattutto nei mesi estivi, è importante procedere con una buona deblattizzazione. Questo passaggio permette di affrontare e superare uno dei grandi problemi collegati ai mesi più caldi: la presenza delle blatte. Vale a dire, quei fastidiosi animali che compaiono nei cambi di stagione e che infestano gli spazi pubblici e privati.
Infatti, spesso si affronta l’argomento della deblattizzazione in casa per debellare questi insetti tra le mura domestiche. Ma spesso il problema è dell’intero palazzo. Ecco, quindi, quali sono le regole e gli obblighi che un condominio deve seguire per garantire a tutti gli inquilini un ambiente salubre, pulito e libero dagli scarafaggi infestanti.
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Perché è importante la deblattizzazione condominiale?
Prima di capire quali sono gli obblighi per un amministratore di condominio cerchiamo di valutare anche le motivazioni che si trovano alla base di quest’azione. La deblattizzazione condominiale ha senso nel momento in cui si desidera preservare gli spazi comuni e c’è la necessità di debellare le blatte dagli ambienti condivisi.
Come, ad esempio, cortili, corridoi, giardini e parcheggi. Noi sappiamo che le blatte amano gli ambienti bui, umidi e caldi. Gli spazi tecnici, le fosse biologiche, i vani ascensore e i seminterrati dei condomini sono l’habitat ideale per la loro prolificazione. Che non è il massimo, non solo per il decoro del condominio ma anche per la salute individuale.
Le blatte si spostano tra scarichi delle acque e i residui di cibo, contaminano le superfici con feci e saliva, favoriscono la trasmissione di infezioni intestinali e intossicazioni alimentari. Se la colonia è negli spazi condominiali, trattare un singolo appartamento è un intervento inutile. Gli insetti continueranno a risalire verso le abitazioni. La deblattizzazione condominiale agisce sui focolai, interrompendo il ciclo riproduttivo.
Quando intervenire a livello condominiale?
Meglio prevenire. Quando si intravedono le prime blatte che si muovono furtive lungo i corridoi o negli androni quando si accendono le luci vuol dire che c’è già un’infestazione.
Soprattutto se le vedi di giorno, dato che questi insetti odiano la luce e preferiscono rimanere in ambienti bui. Agire in anticipo ti permette di evitare la proliferazione e di ridurre le spese: un piano di prevenzione periodico richiede trattamenti standard.
Un’emergenza esige, invece, dosaggi e azioni importanti, sopralluoghi continui degli spazi e la disinfestazione di singoli appartamenti. In sintesi, meglio anticiparsi.
Ad esempio, in primavera è possibile fare un primo intervento per intercettare le uova e i primi individui che si risvegliano prima della fase nota come picco riproduttivo.
Per poi ripetere il ciclo a luglio/agosto, durante il picco delle temperature per eliminare sul nascere eventuali nuove colonie ed evitare che ci sia una vera infestazione.
Quali sono gli obblighi per l’amministratore di condominio?
Per quanto riguarda la deblattizzazione e la disinfestazione degli spazi comuni, l’amministratore di condominio non può muoversi a caso. Anzi, ha l’obbligo di procedere all’interno di un quadro normativo ben preciso che viene delineato dal Codice Civile, dalle leggi sulla sicurezza e sull’igiene. Senza dimenticare eventuali ordinanze locali.
Ordinanze che possono cambiare il quadro generale. In linea di massima, gli elementi legislativi che impongono all’amministratore di prendersi cura di questo aspetto sono diversi. In primo luogo, abbiamo l’Art. 1130, n. 4 c.c. in cui si ricorda che questo professionista ha l’obbligo di compiere gli “atti conservativi relativi alle parti comuni”.
Perché si collega alle blatte tutto ciò? Semplice, la presenza di questi parassiti rappresenta una minaccia all’integrità e all’igiene dell’immobile, rendendo l’intervento di disinfestazione parte dei suoi doveri ordinari. Poi c’è l’Art. 2051 c.c. da considerare.
Qui si ipotizza il danno cagionato da cosa in custodia. La base di partenza è semplice: il condominio (rappresentato dall’amministratore) risponde dei danni causati dalle parti comuni. Se un’infestazione trascurata causa danni alla salute o alle proprietà private, l’amministratore rischia di esporre il condominio a responsabilità civile.
Dobbiamo ricordare, inoltre, che la maggior parte dei Comuni emette regolamenti specifici, magari ordinanze sindacali stagionali, che impongono ai proprietari e agli amministratori di condomini di effettuare interventi periodici di derattizzazione e deblattizzazione, specialmente nei vani sotterranei e nei pozzi di scarico. L’inadempienza a tali ordinanze comporta sanzioni pecuniarie per il condominio e, nei casi più gravi (segnalazioni all’ASL), diffide formali con obbligo di bonifica immediata a spese dei condomini.
Chi deve occuparsi della deblattizzazione condominiale?
L’amministratore non deve attendere la delibera dell’assemblea per disporre una deblattizzazione straordinaria se la presenza di questi animali diventa un’emergenza.
Ma, nonostante la necessità di agire in fretta per evitare il disagio ai condomini, chi gestisce lo stabile non può ingaggiare una ditta qualsiasi o ricorrere al fai da te per le parti condominiali. Deve contattare e scegliere un’azienda di pulizie professionali in regola con il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) e le norme di sicurezza sul lavoro.
Ma anche iscritta alla Camera di Commercio con l’abilitazione specifica per l’attività di disinfestazione e derattizzazione (requisiti tecnico-professionali ex D.M. 274/97).
Alla fine del lavoro si dovrà consegnare le schede di sicurezza dei prodotti chimici utilizzati e informare su eventuali pericoli per bambini o animali domestici. Si attende anche il certificato di avvenuta bonifica o report di monitoraggio, da conservare nel registro di anagrafica condominiale e nella documentazione tecnica.






