| CORONAVIRUS: COME UTILIZZARE IL NUOVO MODULO DI AUTOCERTIFICAZIONE SPOSTAMENTI |
| A seguito delle numerose richieste pervenuteci in merito al “Modulo auto-dichiarazione spostamenti”, pubblicato dal Ministero dell’Interno il 9 marzo 2020, riassumiamo di seguito le possibili opzioni per un suo corretto utilizzo: – Stampare e compilare il modulo prima di effettuare qualsiasi spostamento: il modulo potrà essere consegnato direttamente alle forze dell’ordine in caso di controllo. E’ possibile scaricare il modulo in versione editabile. – Compilare il modulo al momento: in caso di controllo, il modulo verrà fornito dalle forze dell’ordine e lo si potrà compilare al momento, spiegando le ragioni del proprio spostamento – Gestire la compilazione del modulo attraverso il proprio cellulare: in caso di controllo, il modulo potrà essere mostrato direttamente dal proprio cellulare, sia compilando e firmando il documento in formato pdf, sia utilizzando specifiche applicazioni gratuite Ricordiamo che il modulo di autocertificazione, obbligatorio in tutto il territorio nazionale, è il mezzo attraverso cui motivare le ragioni dei propri spostamenti, consentiti per “comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute e rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”. Per coloro che violeranno il divieto è prevista un’ammenda fino a 206 euro, l’arresto fino a tre mesi e una denuncia per reati dolosi contro la salute pubblica. |
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Chiarimenti sull’igiene nei luoghi di lavoro, pulizia e sanificazione
Chiarimenti sull’igiene nei luoghi di lavoro, pulizia e sanificazione
Il 14 marzo 2020, presso la presidenza del Consiglio, è stato condiviso da Associazioni datoriali, Sindacato e Governo il “Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, che integra in parte le indicazioni già contenuti negli articoli e documenti operativi che avevamo elaborato nei giorni scorsi.
Il documento, tenuto conto di quanto emanato dal Ministero della Salute, contiene linee guida condivise tra le parti sociali per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio. La prosecuzione delle attività produttive può infatti avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione. Qui il documento completo
Pubblichiamo di seguito 2 schede di chiarimento pratico/operativo:
Scheda 1 – precauzioni suggerite dalla autorità sanitarie
- pulire accurattamente le superfici di lavoro e di consumo con soluzioni a base di alcool e cloro
- mettere a disposizione dei lavoratori soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani
- coprirsi naso e bocca in caso di tosse o starnuti con fazzoletti o carta
- rispettare la distanza di 1 metro tra i lavoratori nella gestione delle attività
Si ricorda che l’OMS (organizzazione mondiale della sanità ) raccomanda di indossare una mascherina solo se sospetti di aver contratto il nuovo coronavirus. Per prevenire il rischio di infezione da nuovo coronavirus è prioritario curare l’igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie.
Scheda 2 – OMS
L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di indossare anche una mascherina solo se sospetti di aver contratto il nuovo coronavirus e presenti sintomi quali tosse o starnuti, oppure se ti prendi cura di una persona con sospetta infezione da nuovo coronavirus.
- L’uso della mascherina aiuta a limitare la diffusione del virus ma deve essere adottata in aggiunta ad altre misure di igiene respiratoria e delle mani.
- Non è utile indossare più mascherine sovrapposte.
- Inoltre, la mascherina non è necessaria per la popolazione generale in assenza di sintomi di malattie respiratorie”.
- Rispettare la distanza di 1 metro tra i lavoratori nella gestione delle attività
FONTE UNIONE ARTIGIANI DI MILANO
Covid-19, domande e risposte Sanificazione, pulizie superfici, trattamenti, disinfezione
Fonte: Direzione generale della Prevenzione sanitaria, con la collaborazione di Centro nazionale sangue e Centro nazionale trapianti
1.Come si diffonde il nuovo Coronavirus?
Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto con le goccioline del respiro delle persone infette, ad esempio quando starnutiscono o tossiscono o si soffiano il naso. È importante perciò che le persone ammalate applichino misure di igiene quali starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l’uso e lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche.
2.Quali sono le regole per la disinfezione / lavaggio delle mani?
Il lavaggio e la disinfezione delle mani sono la chiave per prevenire l’infezione. Dovresti lavarti le mani spesso e accuratamente con acqua e sapone per almeno 60 secondi. Se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcool (concentrazione di alcool di almeno il 60%).3.Quanto tempo sopravvive il nuovo Coronavirus sulle superfici?
Le informazioni preliminari suggeriscono che il virus possa sopravvivere alcune ore, anche se è ancora in fase di studio.
L’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% (candeggina).
Ricorda di disinfettare sempre gli oggetti che usi frequentemente (il tuo telefono cellulare, gli auricolari o un microfono) con un panno inumidito con prodotti a base di alcol o candeggina (tenendo conto delle indicazioni fornite dal produttore). (Fonte: ISS)
4.È sicuro ricevere pacchi dai Paesi in cui sono presenti casi di COVID-19?
Sì. L’OMS ha dichiarato che la probabilità che una persona infetta contamini le merci è bassa e che anche il rischio di contrarre il nuovo virus da un pacco che è stato esposto a condizioni e temperature diverse è basso.
Animali
1.Le persone possono contrarre l’infezione da nuovo Coronavirus dagli animali?–
Indagini dettagliate hanno scoperto che, in Cina nel 2002, SARS-CoV è stato trasmesso dagli zibetti agli esseri umani e, in Arabia Saudita nel 2012, MERS-CoV dai dromedari agli esseri umani. Numerosi coronavirus noti circolano in animali che non hanno ancora infettato esseri umani. Man mano che la sorveglianza migliora in tutto il mondo, è probabile che vengano identificati più Coronavirus.
La fonte animale del nuovo Coronavirus non è stata ancora identificata. Si ipotizza che i primi casi umani in Cina siano derivati da una fonte animale.
2.Posso contrarre l’infezione dal mio animale da compagnia?
No, al momento non vi è alcuna evidenza scientifica che gli animali da compagnia, quali cani e gatti, abbiano contratto l’infezione o possano diffonderla.
Si raccomanda di lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche dopo il contatto con gli animali.
3.Sono possibili importazioni di animali o di prodotti di origine animale dalla Cina?
A causa della presenza di alcune malattie degli animali contagiose in Cina, solo pochi animali vivi e prodotti animali non trasformati sono autorizzati per l’importazione nell’Unione europea dalla Cina.
Non vi è alcuna prova che uno qualsiasi degli animali, o dei prodotti di origine animale, autorizzati all’entrata nell’Unione europea rappresenti un rischio per la salute dei cittadini dell’UE a causa della presenza di SARS-CoV-2 in Cina.
4.È possibile importare prodotti alimentari dalla Cina?
Come per le importazioni di animali e prodotti di origine animale, a causa della situazione sanitaria degli animali in Cina, solo pochi prodotti alimentari di origine animale sono autorizzati per l’importazione nell’UE dalla Cina, a condizione che soddisfino rigorosi requisiti sanitari e siano stati sottoposti a controlli.
Per gli stessi motivi, i viaggiatori che entrano nel territorio doganale dell’UE non sono autorizzati a trasportare nel bagaglio carne, prodotti a base di carne, latte o prodotti lattiero-caseari.
1.Esiste un vaccino per un nuovo Coronavirus?
No, essendo una malattia nuova, ancora non esiste un vaccino e per realizzarne uno ad hoc i tempi possono essere anche relativamente lunghi (si stima 12-18 mesi).
2.Sono protetto da COVID-19 se quest’anno ho fatto il vaccino antinfluenzale?
L’influenza e il virus che causa COVID-19 sono due virus diversi e il vaccino contro l’influenza stagionale non protegge da COVID-19.
La vaccinazione anti-influenzale è fortemente raccomandata perché rende la diagnosi differenziale (cioè la distinzione tra le due infezioni), più facile e più rapida, portando più precocemente all’isolamento di eventuali casi di coronavirus.
3.Cosa posso fare per proteggermi?
Mantieniti informato sulla diffusione della pandemia, disponibile sul sito dell’OMS e sul sito del ministero e adotta le seguenti misure di protezione personale:
- restare a casa, uscire di casa solo per esigenze lavorative, motivi di salute e necessità (vedi misure di contenimento)
- lavarsi spesso le mani;
- evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
- evitare abbracci e strette di mano;
- mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro;
- igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);
- evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri;
- non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
- coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;
- non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;
- pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;
- usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate.
Se presenti febbre, tosse o difficoltà respiratorie e sospetti di essere stato in stretto contatto con una persona affetta da malattia respiratoria Covid-19:
- rimani in casa, non recarti al pronto soccorso o presso gli studi medici ma chiama al telefono il tuo medico di famiglia, il tuo pediatra o la guardia medica. Oppure chiama il numero verde regionale. Utilizza i numeri di emergenza 112/118 soltanto se strettamente necessario.
Viaggi.
4.Il virus si tramette per via alimentare?
Normalmente le malattie respiratorie non si trasmettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto tra alimenti crudi e cotti.
È sicuro bere l’acqua del rubinetto, infatti le pratiche di depurazione sono efficaci nell’abbattimento dei virus, insieme a condizioni ambientali che compromettono la vitalità dei virus (temperatura, luce solare, livelli di pH elevati) ed alla fase finale di disinfezione. (Fonte: ISS)
5.Devo indossare una mascherina per proteggermi?
L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di indossare una mascherina solo se sospetti di aver contratto il nuovo Coronavirus e presenti sintomi quali tosse o starnuti o se ti prendi cura di una persona con sospetta infezione da nuovo Coronavirus.
L’uso della mascherina aiuta a limitare la diffusione del virus ma deve essere adottata in aggiunta ad altre misure di igiene respiratoria e delle mani.
Infatti, è possibile che l’uso delle mascherine possa addirittura aumentare il rischio di infezione a causa di un falso senso di sicurezza e di un maggiore contatto tra mani, bocca e occhi.
Non è utile indossare più mascherine sovrapposte. L’uso razionale delle mascherine è importante per evitare inutili sprechi di risorse preziose.
6.Come devo mettere e togliere la mascherina?
Ecco come fare:
- prima di indossare la mascherina, lavati le mani con acqua e sapone o con una soluzione alcolica
- copri bocca e naso con la mascherina assicurandoti che sia integra e che aderisca bene al volto
- evita di toccare la mascherina mentre la indossi, se la tocchi, lavati le mani
- quando diventa umida, sostituiscila con una nuova e non riutilizzarla; in quanto maschere mono-uso
- togli la mascherina prendendola dall’elastico e non toccare la parte anteriore della mascherina; gettala immediatamente in un sacchetto chiuso e lavati le mani.
7.Esiste un trattamento per un nuovo Coronavirus?
Non esiste un trattamento specifico per la malattia causata da un nuovo coronavirus. Il trattamento deve essere basato sui sintomi del paziente. La terapia di supporto può essere molto efficace. Terapie specifiche sono in fase di studio.
8.Gli antibiotici possono essere utili per prevenire l’infezione da nuovo Coronavirus?
No, gli antibiotici non sono efficaci contro i virus, ma funzionano solo contro le infezioni batteriche.
1.È necessario eseguire il tampone per la ricerca del SARS-CoV-2 nei soggetti asintomatici?
No, secondo le indicazioni del Consiglio Superiore della Sanità, sulla base delle evidenze scientifiche finora disponibili, non è raccomandata l’esecuzione del tampone ai casi asintomatici.
2.Sottoporsi privatamente ad analisi del sangue, o di altri campioni biologici, permette di sapere se si è contratto il nuovo coronavirus (SARS-CoV-2)?
No. Non esistono al momento kit commerciali per confermare la diagnosi di infezione da nuovo coronavirus. La diagnosi deve essere eseguita nei laboratori di riferimento Regionale, su campioni clinici respiratori secondo i protocolli di Real Time PCR per SARS-CoV-2 indicati dall’OMS. In caso di positività al nuovo coronavirus, la diagnosi deve essere confermata dal laboratorio di riferimento nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità.
Viaggi e ritorno in Italia
1.Cosa è raccomandato ai viaggiatori?
In base al DPCM del 9 marzo 2020 non sono consentiti i viaggi all’estero od in Italia per turismo, ma solo per comprovate esigenze di lavoro, situazioni di necessità o motivi di salute. Sono consentiti spostamenti per raggiungere il proprio domicilio.
Gli spostamenti dall’Italia verso l’estero, ai soli fini di turismo, sono da evitare: se hai prenotato un viaggio e devi partire in questo periodo, ricorda che il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale non interviene sul significato che ciascun tour-operator attribuisce alle informazioni riportate sul sito e rimane estraneo a qualunque rapporto di natura privatistica, incluse le questioni attinenti alle norme che regolano i contratti di viaggio fra clienti e tour-operator/agenzie, o quelle relative alle coperture estese dalle compagnie assicurative a favore dei propri clienti
Cosa fare se sei all’estero: le disposizioni attualmente in vigore consentono il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. È quindi possibile fare rientro in Italia. Ti informiamo però che, a seguito dell’adozione del DPCM 9 marzo 2020, molte compagnie aeree e/o Paesi hanno sospeso i voli da/per gli aeroporti italiani. Devi rivolgerti alla tua compagnia aerea per informazioni sul tuo volo di rientro e per ottenere una “ri-protezione” su tratte alternative che consentano il rientro in Italia.
Per ulteriori informazioni ti consigliamo di visitare il sito www.viaggiaresicuri.it
2.Quali sono le raccomandazioni dell’OMS per i Paesi?
L’OMS incoraggia tutti i Paesi a rafforzare le misure preventive, la sorveglianza attiva, l’individuazione precoce dei casi, il loro isolamento seguendo adeguate procedure gestionali e di contenimento, e il rintraccio accurato dei contatti per prevenire l’ulteriore diffusione.
I Paesi sono invitati a continuare a migliorare la loro preparazione alle emergenze sanitarie in linea con il Regolamento sanitario internazionale (2005) e a condividere le informazioni sui casi e sulle misure implementate.
3.Dove si stanno verificando i casi di COVID-19?
Il 31 dicembre 2019 la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan (Cina) ha segnalato all’OMS un cluster di casi di polmonite ad eziologia ignota nella città di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei.
Il 9 gennaio 2020, il Centro per la Prevenzione e il Controllo delle malattie (CDC) cinese ha riferito che è stato identificato un nuovo coronavirus (chiamato inizialmente 2019- nCoV ed ora denominato SARS-CoV-2) come agente causale ed è stata resa pubblica la sequenza genomica.
Il 30 gennaio 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che questa epidemia rappresenta un’emergenza internazionale di salute pubblica.
L’OMS in data 11 marzo 2020 ha dichiarato che la COVID-19 può essere definita pandemica.
La situazione epidemiologica è in costante evoluzione. L’OMS pubblica ogni giorno un aggiornamento epidemiologico.
Vedi anche link utili e informazioni nella pagina Situazione nel mondo e Situazione in Italia.
4.Quale dispositivo di monitoraggio è stato introdotto per questo virus a livello nazionale?
In Italia, è stata attivata una sorveglianza specifica per questo virus a livello nazionale.
La situazione è costantemente monitorata dal Ministero, che è in continuo contatto con l’OMS, l’ECDC, la Commissione Europea e pubblica tempestivamente ogni nuovo aggiornamento nel Portale www.salute.gov.it/nuovocoronavirus.
In considerazione della dichiarazione di “Emergenza internazionale di salute pubblica” da parte della OMS, il 31 gennaio 2020 il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’infezione da Coronavirus.5.Quale misura sanitaria specifica per i viaggiatori è stata avviata nelle prime fasi dell’epidemia nel nostro Paese?
Dopo la notifica dell’epidemia da parte della Cina, l’Italia ha immediatamente raccomandato di posticipare i voli non necessari verso Wuhan e, successivamente, con l’estendersi dell’epidemia, verso tutta la Cina.
La Cina ha cancellato tutti i voli da Wuhan.
Il ministro della Salute, con propria ordinanza, il 30 gennaio, ha disposto la sospensione del traffico aereo con la Repubblica Popolare Cinese, incluse le Regioni Amministrative Speciali di Hong Kong e Macao. Il provvedimento si applica anche a Taiwan.
Nel caso in cui sia presente un caso sospetto di nuovo Coronavirus (in base ai sintomi clinici e alle informazioni epidemiologiche), a bordo di un volo di qualsiasi provenienza, viene immediatamente adottata una procedura di emergenza che prevede il trasferimento del paziente in isolamento presso una struttura ospedaliera designata e la tracciatura dei contatti stretti.
Donazione sangue e trasfusioni
1.Quali misure di prevenzione sono state introdotte verso i donatori di sangue per questo virus a livello nazionale?
Il Centro nazionale sangue ha disposto misure specifiche volte all’applicazione, da parte dei sanitari, dei criteri di sospensione temporanea dei donatori provenienti dalle aree interessate.
2.Sono un donatore di sangue. Come mi devo comportare? (da Centro Nazionale sangue)
Il sangue si può donare solo se si è in buone condizioni di salute, quindi anche un semplice raffreddore o mal di gola, senza alcun collegamento al Coronavirus, sarebbe causa di esclusione temporanea.
Ricorda che è bene aspettare almeno 14 giorni prima di andare a donare se:
- sei rientrato di recente da un viaggio nella Repubblica Popolare Cinese
- pensi di essere stato esposto al rischio di infezione da Coronavirus
- hai effettuato la terapia per l’infezione da SARS-CoV-2 (per infezione documentata o comparsa di sintomatologia compatibile con infezione da SARS-CoV-2).
Quando vai a donare avverti sempre il medico selezionatore dei tuoi spostamenti.
Comunica, inoltre, se ti è stata diagnosticata l’infezione o se hai avuto sintomi associabili a quelli causati dal Coronavirus (febbre, tosse, difficoltà respiratorie) anche quando i sintomi in questione siano già stati risolti a seguito, o meno, di una terapia; il medico addetto alla selezione, che ti visiterà, potrà decidere di sospenderti temporaneamente dalla donazione.
Se hai già donato, ricordati di contattare il tuo Servizio Trasfusionale in caso di comparsa di sintomi associabili a quelli causati dal Coronavirus.3.Ci sono limitazioni agli spostamenti per chi va a donare il sangue, il plasma o le piastrine?
La donazione del sangue e degli emocomponenti può essere considerata inclusa tra le “situazioni di necessità” di cui al DPCM 8 marzo 2020, e sono quindi consentiti gli spostamenti dei donatori che si recano presso le sedi di raccolta pubbliche e associative.
Una specifica circolare del Ministero della Salute ricorda anche che, analogamente, è necessario consentire gli spostamenti del personale associativo presso le unità di raccolta.
Il 9 marzo 2020 il Centro nazionale sangue ha pubblicato un aggiornamento delle misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da nuovo Coronavirus mediante la trasfusione di emocomponenti ribadendo che l’attività sanitaria di donazione e raccolta sangue sono livelli essenziali di assistenza ed in quanto tali non va sospesa; è necessario, invece, rafforzare le misure di sorveglianza. L’appello del Centro nazionale sangue: “Si può donare in sicurezza”.Torna su
Donazione e trapianto di organi, tessuti e cellule
1.Quali misure di prevenzione sono state adottate per la donazione di organi e tessuti?
Il Centro Nazionale Trapianti ha disposto sin dai primi giorni dell’emergenza il rafforzamento della sorveglianza infettivologica per evitare la trasmissione del nuovo Coronavirus da donatore a ricevente.
Ad oggi, le indicazioni prevedono di eseguire test specifici (come la ricerca del virus nel brocolavaggio alveolare) su tutti i donatori deceduti segnalati nelle rianimazioni e terapie intensive del nostro Paese.
Anche l’attività di donazione e trapianto da vivente continua ad essere operativa; per questa tipologia di donazione è stata disposta la ricerca del SARS-CoV-2 su tampone oro-faringeo o rino-faringeo da eseguire nei 7 giorni prima del prelievo dell’organo.2.Come si deve comportare chi ha ricevuto un trapianto?
In aggiunta alle “Raccomandazioni per la prevenzione“, il CNT raccomanda di adottare comportamenti simili a quelli consigliati nelle fasi precoci del post-trapianto e di evitare luoghi di grande assembramento di persone (qualora questo non fosse possibile, utilizzare dispositivi di protezione come le mascherine). Il paziente trapiantato può sempre fare riferimento al centro che lo ha in cura e rivolgersi al proprio medico in caso di necessità. 3.Le donazioni di cellule staminali emopoietiche sono sospese?
No perché su tutti i donatori selezionati nel nostro Paese si esegue il test per la ricerca del SARS-CoV-2 e il risultato dovrà essere disponibile prima del regime di condizionamento del ricevente.
Ovviamente, in caso di positività al test il potenziale donatore sarà considerato non idoneo.
Per chi deve ricevere un auto trapianto (cellule staminali del paziente infuse dopo terapia chemioterapica ad alte dosi) non è necessario eseguire alcun test, a meno che le condizioni cliniche del paziente non lo rendano necessario.
1.Le donne in gravidanza sono più suscettibili alle infezioni o hanno un rischio maggiore di sviluppare una forma severa di COVID-19?
Non sono riportati dati scientifici sulla suscettibilità delle donne in gravidanza al virus. La gravidanza comporta cambiamenti del sistema immunitario che possono aumentare il rischio di contrarre infezioni respiratorie virali, tra cui quella da SARS-CoV-2. Inoltre le donne in gravidanza potrebbero mostrare un rischio maggiore di sviluppare una forma severa di infezioni respiratorie virali.
Resta consigliato, anche per le donne in gravidanza, di intraprendere le normali azioni preventive per ridurre il rischio di infezione, come lavarsi spesso le mani ed evitare contatti con persone malate.2.Quali sono gli effetti di COVID-19 durante la gravidanza?
Non sono riportati dati scientifici sugli effetti di COVID-19 durante la gravidanza. In caso di infezione in corso di gravidanza da altri coronavirus correlati [SARS-CoV e MERS-CoV] sono stati osservati casi di aborto spontaneo mentre la presenza di febbre elevata durante il primo trimestre di gravidanza può aumentare il rischio di difetti congeniti.3.Le donne in gravidanza con COVID-19 possono trasmettere il virus al feto o neonato?
Dai dati presenti in letteratura, limitati, non sono stati riportati casi di trasmissione dell’infezione da altri coronavirus (MERS-CoV e SARS-CoV) da madre a figlio. I dati recenti riguardo bambini nati da madri con COVID-19 indicano che nessuno di essi è risultato positivo. Inoltre, il SARS- CoV- 2 non è stato rilevato nel liquido amniotico.
1.I bambini presentano un maggior rischio di infezione?
Attualmente, non ci sono prove che i bambini siano più suscettibili all’infezione da nuovo coronavirus. Secondo uno studio recente, effettuato in Cina, la maggior parte dei casi confermati di COVID-19 segnalati si è verificata negli adulti.
Tuttavia, come per altre malattie respiratorie, alcune popolazioni di bambini possono essere a maggior rischio di infezione grave, come ad esempio i bambini in condizioni di salute già compromesse da altre patologie.
Anche i bambini devono, quindi, adottare le misure raccomandate per prevenire l’infezione, in particolare la frequente pulizia delle mani con acqua e sapone o disinfettante per le mani a base di alcool ed evitare il contatto con persone malate.
1.Quali servizi sono a disposizione per le persone fragili?
Sul territorio sono disponibili:
- Il servizio di consegna dei farmaci a domicilio: può contattare il numero verde 800 06 55 10 (attivo h24, 7 giorni su 7), che a sua volta contatta il comitato della Croce rossa più vicino. I volontari, riconoscibili in uniforme, ritirano la ricetta presso lo studio medico o acquisiscono il numero NRE e il codice fiscale del destinatario e si recano in farmacia. I medicinali vengono poi consegnati in busta chiusa all’utente, che provvede a corrispondere l’eventuale costo del medicinale anticipato al farmacista dai volontari. Il servizio è completamente gratuito. Attraverso la consegna a domicilio è inoltre possibile richiedere lo scontrino fiscale da utilizzare per le detrazioni fiscali.
- Il servizio di spesa a domicilio: a favore degli anziani soli e delle persone immunodepresse. È sufficiente anche in questo caso contattare il numero verde 800 06 55 10.
- Gli operatori rispondono anche per informazioni sui comportamenti corretti da rispettare e l’iter da seguire in caso di contatto stretto con soggetti positivi. Le richieste prevedono l’intervento dei medici per una prima assistenza telefonica e per l’attivazione delle strutture ospedaliere. È disponibile un servizio di supporto psicologico per affrontare le emozioni durante il momento difficile di questa emergenza.
2.Cosa è stato fatto per le persone con malattie renali?
La Fondazione italiana del rene (Fir), in collaborazione con la Società italiana di nefrologia (Sin) e il patrocinio del Centro nazionale trapianti, ha attivato il numero verde 800 822 515, per rispondere alle domande e ai dubbi dei pazienti nefropatici sull’emergenza coronavirus (come devono proteggersi e cosa fare in presenza di sintomi sospetti).3.Quali sono i consigli per le persone con neoplasie?
Ai pazienti oncologici si raccomanda:
- evitare, ove possibile, luoghi affollati;
- indossare la mascherina (di comune uso, quali quelle chirurgiche) fuori dal domicilio, in particolare quando si rendano necessarie visite in ospedale per visite, esami e/o trattamenti;
- eseguire un’accurata e frequente igiene delle mani;
- evitare le visite al proprio domicilio da parte di familiari o amici con sintomi respiratori e/o provenienti da aree a rischio;
- in ambito lavorativo si suggerisce di mantenere una distanza di almeno un metro (meglio anche due) dai colleghi che presentino sintomi respiratori, invitandoli ad indossare una mascherina.
Coronavirus: protocollo condiviso di contrasto alla diffusione del virus negli ambienti di lavoro
FONTE MINISTERO DELLA SALUTE
Oggi 14 marzo 2020, presso la presidenza del Consiglio, è stato condiviso da Associazioni datoriali, Sindacato e Governo il “Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, che integra in parte le indicazioni già contenuti negli articoli e documenti operativi che avevamo elaborato nei giorni scorsi.
Il documento, tenuto conto di quanto emanato dal Ministero della Salute, contiene linee guida condivise tra le parti sociali per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio. La prosecuzione delle attività produttive può infatti avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione.
Lo schema di protocollo di sicurezza anti-contagio
l documento, in relazione a quanto previsto dal DPCM 11/03/2020, definisce il protocollo di sicurezza anti-contagio in cui vengono precisate dettagliatamente:
- Informazione
- Le modalità di ingresso in azienda
- Modalità di accesso dei fornitori esterni
- Pulizia e sanificazione in azienda
- Precauzioni igieniche personali
- Dispositivi di protezione individuale
- Gestione spazi comuni (mensa, spogiliatori, aree fumatori, distributori di bevande e/o snack …..)
- Organizzazione aziendale (turnazione, trasferte e smart work, rimodulazione dei livelli produttivi)
- Gestione entrata e uscita dei dipendenti
- Spostamenti interni, riunioni, eventi interni e formazione
- Gestione di una persona sintomatica in azienda
- Sorveglianza sanitaria/medico competente/rls
- Aggiornamento del protocollo di regolamentazione
Di seguito alcuni tra gli elementi principali del protocollo:
- OBBLIGO A CASA SE CON FEBBRE OLTRE 37.5. Obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5) o altri sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria.
- CONTROLLI ALL’INGRESSO. Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro, potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea.
- FORNITORI ESTERNI. Individuare procedure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto con il personale in forza nei reparti/uffici coinvolti.
- PULIZIA E SANIFICAZIONE. L’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago.
- LAVARSI LE MANI. È obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani e l’azienda mette a disposizione idonei mezzi detergenti.
- MASCHERINE E GUANTI. Qualora il lavoro imponga una distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è necessario l’uso delle mascherine e di altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici) conformi.
- MENSE CON ACCESSI CONTINGENTATI. L’accesso agli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi è contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta e con il mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro tra le persone.
- SPOGLIATOI E DISTRIBUTORI. Provvedere alla sanificazione degli spogliatoi e garantire la sanificazione periodica e la pulizia giornaliera, con appositi detergenti, dei locali mensa, delle tastiere dei distributori di bevande e snack.
- POSSIBILE STOP REPARTI NON NECESSARI E SMART WORKING. Limitatamente al periodo dell’emergenza coronavirus, le imprese potranno, avendo a riferimento quanto previsto dai Ccnl e favorendo le intese con le rappresentanze sindacali aziendali, disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o, comunque, di quelli dei quali è possibile il funzionamento mediante il ricorso allo smart work, o comunque a distanza.
- RIMODULARE LIVELLI PRODUTTIVI E TURNI. Si può procedere ad una rimodulazione dei livelli produttivi. Bisogna assicurare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione con l’obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili.
- AMMORTIZZATORI SOCIALI E FERIE. Utilizzare in via prioritaria gli ammortizzatori sociali. Altrimenti, i periodi di ferie arretrati e non ancora fruiti.
- STOP TRASFERTE. Sospese e annullate tutte le trasferte ed i viaggi di lavoro nazionali e internazionali, così come gli eventi interni e di formazione. Non sono consentite le riunioni in presenza.
- ORARI INGRESSO-USCITA SCAGLIONATI. Si favoriscono orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa).
- GESTIONE DI UN CASO CORONAVIRUS. Nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria come la tosse, lo deve dichiarare immediatamente all’ufficio del personale, si dovrà procedere al suo isolamento e a quello degli altri presenti dai locali. L’azienda avverte immediatamente le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il Covid-19 e collabora per la definizione degli eventuali «contatti stretti».
- COMITATO PER L’APPLICAZIONE. E’ costituito in azienda un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del Rls.
Il protocollo è scaricabile e stampabile a questo link.
Ricordiamo che, ove possibile, le Istituzioni hanno previsto il ricorso agli ammortizzatori sociali con la conseguente riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, al fine di permettere alle imprese di tutti i settori di applicare tali misure e la conseguente messa in sicurezza del luogo di lavoro.
CORONAVIRUS, L’INAIL INVIA LE PRIME ISTRUZIONI OPERATIVE IMPRESA DI PULIZIA SANIFICAZIONE MONZA, SESTO SAN GIOVANNI, MILANO E RAPALLO (GE)
FONTE MINISTERO DELLA SALUTE
| CORONAVIRUS, L’INAIL INVIA LE PRIME ISTRUZIONI OPERATIVE |
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L’Inail fornisce, con apposita circolare dell’11 marzo, le istruzioni operative per usufruire delle misure urgenti adottate con il decreto del presidente del Consiglio del primo marzo e con il decreto legge n. 9 del 2 marzo per fare fronte all’emergenza Coronavirus. A beneficiare delle misure, che comprendono la sospensione fino al prossimo 30 aprile dei versamenti per l’assicurazione obbligatoria e degli adempimenti relativi alle denunce retributive, sono le imprese operanti negli 11 Comuni della Lombardia e del Veneto individuati dal decreto del primo marzo e le imprese turistico-ricettive, le agenzie di viaggio e i tour operator attivi su tutto il territorio nazionale. Le rate in scadenza tra febbraio e aprile potranno essere saldate entro maggio. Come precisato nella circolare, per quanto riguarda le rateazioni ordinarie dei premi per l’assicurazione obbligatoria rientrano nella sospensione i versamenti delle rate mensili, inclusa la prima, con scadenza compresa nel periodo dal 23 febbraio al 30 aprile. Le rate sospese dovranno essere versate nel mese di maggio, insieme alla rata in scadenza nello stesso mese. La sospensione non si applica a eventuali inadempienze (omissioni o evasioni) nei versamenti scaduti. Slitta anche il termine per la trasmissione della dichiarazione delle retribuzioni da parte dei soggetti assicuranti individuati dai due decreti, che dovranno inviare la domanda di sospensione entro il prossimo 15 maggio tramite posta elettronica certificata alla sede Inail competente. La dichiarazione delle retribuzioni 2019 dovrà essere trasmessa esclusivamente tramite il servizio Alpi online, che sarà disponibile nell’area servizi online del portale Inail dal 2 al 15 maggio. Nuovo termine per richiedere lo sconto per prevenzione. La sospensione si applica per le imprese che operano nei territori degli 11 Comuni e per le imprese turistico-ricettive, le agenzie di viaggio e i tour operator attivi su tutto il territorio nazionale anche alla scadenza per la presentazione della domanda di riduzione del tasso medio per prevenzione, di cui si potrà usufruire fino al 30 aprile. A partire dal primo maggio sarà reso nuovamente disponibile il servizio online “Riduzione per prevenzione”, che consentirà agli interessati di inoltrare telematicamente la domanda entro il 15 maggio, insieme alla documentazione degli interventi migliorativi in materia di salute e sicurezza che sono stati realizzati e alla domanda di sospensione degli adempimenti Inail. Sempre entro il 15 maggio, tutte le imprese del resto del territorio nazionale che hanno presentato la domanda di riduzione per prevenzione entro la scadenza del 2 marzo, allegando la dichiarazione di “versare in oggettiva difficoltà nel produrre, contestualmente alla presentazione della domanda, la documentazione comprovante gli interventi realizzati”, dovranno produrre telematicamente la documentazione integrativa. Fino al 30 marzo stop alla notificazione di verbali di accertamento e illeciti amministrativi. La circolare dell’Istituto chiarisce anche che entro il mese di maggio dovranno essere effettuati i versamenti dei carichi affidati agli agenti di riscossione in scadenza tra il 21 febbraio e il 30 aprile, che sono stati sospesi per le persone fisiche e le aziende dei Comuni indicati nel dpcm del primo marzo. Negli stessi Comuni è stato differito dal 28 febbraio al 31 maggio il termine di versamento per chi ha aderito alla cosiddetta “rottamazione ter” ed è stata sospesa fino al 30 marzo la notificazione dei verbali unici di accertamento e degli illeciti amministrativi. |
CORONAVIRUS: RISPOSTE ALLE DOMANDE FREQUENTI DEL DATORE DI LAVORO CIEMMEZETA.IT IMPRESA DI PULIZIE MONZA, MILANO E RAPALLO
FONTE MINISTERO DELLA SALUTE
| CORONAVIRUS: RISPOSTE ALLE DOMANDE FREQUENTI DEL DATORE DI LAVORO |
| A fronte delle numerose richieste pervenuteci in merito alla gestione dell’emergenza Coronavirus, riportiamo di seguito le risposte fornite dal Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria dell’ATS dell’Insubria alle domande più frequenti poste dai datori di lavoro. 1. RISCONTRO DI UN CASO DI COVID-19 IN UN LAVORATORE: COSA SUCCEDE? Ad ogni segnalazione di caso accertato, l’ATS procede all’indagine epidemiologica, in base ai regolamenti internazionali di controllo delle malattie infettive, al fine di: – individuare la possibile fonte di esposizione – identificare i contatti stretti. Qualora il caso accertato risulti occupato presso un’azienda del territorio di competenza dell’ATS, il personale sanitario di ATS contatta l’azienda in cui il lavoratore risulta occupato, richiede il nominativo del medico competente per avere la corretta collaborazione nell’identificare i contatti lavorativi da includere nella sorveglianza. In assenza del medico competente (casi in cui la sorveglianza sanitaria non è obbligatoria), si chiede la collaborazione del datore di lavoro o di personale da lui individuato. I lavoratori che sono riconducibili alla definizione di contatto stretto sono inclusi in uno specifico percorso di sorveglianza sanitaria da parte dell’ATS che comprende l’isolamento domiciliare (14 giorni dall’ultimo contatto avvenuto). L’ATS fornisce al medico competente le notizie utili per garantire una corretta informazione da diffondere ai lavoratori non identificati come contatti stretti. Potrebbero ritenersi necessari interventi di informazione/formazione. Si ritiene utile informare i lavoratori che non rientrano della definizione di contatto stretto, sulle misure di prevenzione da adottare, diffondendo il decalogo ministeriale. Sorveglianza Sanitaria del medico competente: non è richiesta una sorveglianza sanitaria aggiuntiva per i lavoratori che non rientrano nella definizione di contatto stretto, in quanto il paziente ammalato è seguito presso strutture sanitarie mentre i contatti stretti sono sorvegliati dall’ATS. È comunque essenziale la collaborazione del medico competente per definire eventuali misure di prevenzione aggiuntive e specifiche procedure da adottare in azienda in base alla tipologia di attività svolta (es.: deroghe per trasporto di merci). Pulizia straordinaria degli ambienti di lavoro: qualora un caso di covid-19 sintomatico abbia soggiornato nei locali dell’azienda, si applicano le indicazioni Ministeriali contenute nella Circolare del Ministero della Salute 0005443 del 22.02.2020. Per i locali non frequentati dal lavoratore infetto, è sufficiente procedere alle pulizie ordinarie degli ambienti con i comuni detergenti avendo cura di pulire con particolare attenzione tutte le superfici toccate di frequente, quali superfici di muri, porte e finestre, superfici dei servizi igienici. È importante avvertire le eventuali imprese appaltatrici incaricate di svolgere la pulizia dei locali, affinché il datore di lavoro di queste ultime adotti tutte le cautele necessarie . In attuazione di quanto previsto dall’art. 26 D. Lgs. 81/2008. 2. CASO DI UN LAVORATORE SINTOMATICO CHE HA AVUTO CONTATTI STRETTI CON COVID-19: COSA DEVE FARE IL DATORE DI LAVORO? Il lavoratore che ha avuto contatti stretti con persone ammalate di SARS-CoV-2, solitamente è già noto all’ATS ed è posto in isolamento domiciliare. Potrebbe però rilevarsi la presenza di un caso sospetto, come ad esempio: – lavoratore con infezione respiratoria acuta (insorgenza improvvisa di almeno uno dei seguenti sintomi: febbre, tosse, dispnea) e per il quale si hanno notizie certe, nei 14 giorni precedenti l’insorgenza della sintomatologia, di viaggi in Cina o di permanenza in uno dei comuni identificati nella “zona rossa”. – lavoratore che ha frequentato personalmente una struttura sanitaria dove sono stati ricoverati pazienti con infezione da SARS-CoV-2. In tal caso il Datore di Lavoro invita il lavoratore a stare a casa e a contattare telefonicamente il proprio medico di Medicina Generale che provvederà ad inoltrare la segnalazione ad ATS secondo i protocolli normativi stabiliti. In caso il lavoratore dovesse risultare positivo saranno applicate da ATS tutte le procedure già indicate al punto 1. 3. IL LAVORATORE CHE DEVE STARE A CASA IN ISOLAMENTO, DEVE PRENDERE ASPETTATIVA/FERIE O MALATTIA? Il lavoratore posto in isolamento domiciliare contatterà il proprio medico curante per il rilascio del certificato medico riportante la diagnosi prevista (quarantena obbligatoria o volontaria, isolamento volontario, sorveglianza attiva, ecc.). Il medico provvederà ad inviare tale certificato solo all’INPS. 4. CASO DI UN LAVORATORE NON SINTOMATICO CHE HA AVUTO CONTATTI STRETTI CON UN CASO DI COVID-19: COSA DEVE FARE IL DATORE DI LAVORO? Il lavoratore che ha avuto contatti stretti con persone ammalate di SARS-CoV-2, solitamente è già noto all’ATS ed è posto in isolamento domiciliare. Non sono previste particolari misure di tutela per gli altri soggetti che hanno soggiornato e condiviso spazi comuni con soggetti asintomatici. 5. CASO DI UN LAVORATORE CON SINTOMATOLOGIA POTENZIALMENTE RICONDUCIBILE, ALMENO PER SIMILITUDINE, AD UN CONTAGIO DA COVID-19 E SENZA CORRELAZIONE CON ZONE A RISCHIO EPIDEMIOLOGICO: IL DATORE DI LAVORO COSA DEVE FARE? Il Datore di lavoro invita il lavoratore a stare a casa e a contattare telefonicamente il proprio medico di Medicina Generale che provvederà, se del caso, ad inoltrare la segnalazione ad ATS secondo i protocolli stabiliti. 6. COSA DEVE FARE IL LAVORATORE INTERVENUTO IN ZONA ROSSA PER MOTIVI DI LAVORO, PRIMA DELLA CLASSIFICAZIONE ADOTTATA CON SPECIFICA ORDINANZA? In base al DPCM 29.02.2020, gli individui che a partire dal 01/02/2020 sono transitati ed hanno sostato in uno dei comuni della “zona rossa” sono obbligati a comunicare tale circostanza al Dipartimento di Prevenzione dell’ATS di residenza. Quindi secondo il decreto sarebbe il lavoratore ad avere l’obbligo di comunicazione. Al fine di semplificare ed agevolare tali comunicazioni, il Datore di lavoro, con il consenso del lavoratore, si fa carico di comunicare direttamente al Dipartimento di igiene e Prevenzione Sanitaria dell’ATS di competenza, da individuare in base alla residenza del lavoratore, i seguenti dati: Nome e Cognome del lavoratore, comune di residenza e recapito telefonico, data di ultima sosta in uno dei comuni della zona rossa. Non dovranno essere segnalati ad ATS i lavoratori che hanno effettuato solo il transito senza sosta nei comuni individuati come zona rossa. 7. LAVORATORE CHE INTERVIENE IN ZONA ROSSA PER MOTIVI DI LAVORO, DOPO LA CLASSIFICAZIONE CON SPECIFICA ORDINANZA, PER INTERVENTI AUTORIZZATI DAL PREFETTO. COSA DEVE FARE IL DATORE DI LAVORO PRIMA DELL’INTERVENTO IN ZONA ROSSA E DOPO? QUANDO È NECESSARIO INTERVENIRE CON MASCHERINE E ALTRI DPI? Prima di effettuare l’intervento autorizzato in zona rossa [Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia,Terranova Dei Passerini e Vò Euganeo], il datore di lavoro, in collaborazione con RSPP e Medico Competente, analizza attentamente le attività da svolgere in zona rossa individuando quali possono essere le eventuali situazioni di “contatto” tra i propri Lavoratori ed il personale residente nelle aree a rischio (valutazione del rischio). Questa analisi consentirà di individuare modalità organizzative atte a minimizzare il contatto interumano ravvicinato con le persone del luogo, di definire le istruzioni operative adeguate da impartire ai lavoratori stabilendo inoltre la fornitura di idonei dispositivi di protezione individuale. 8. QUANDO È NECESSARIO L’ACQUISTO E MESSA A DISPOSIZIONE DI PROTEZIONI PER LE VIE RESPIRATORIE, PER LO SPECIFICO PROBLEMA DEL COVID-19 E QUALE TIPO DI MASCHERINE È EVENTUALMENTE NECESSARIO FORNIRE AI LAVORATORI? Come indicato nella circolare 0005443-22/02/2020 e aggiornamento 02.03.2020, le mascherine FFP24 o FFP35, sono previste per: – personale sanitario in contatto con un caso sospetto o confermato di COVID-19 deve indossare DPI adeguati, consistenti in filtranti respiratori FFP2 (utilizzare sempre FFP3 per le procedure che generano aerosol). – personale addetto alle operazioni di pulizia di ambienti dove abbiano soggiornato casi confermati di COVID-19 prima di essere stati ospedalizzati. Al di fuori di questi casi, non è previsto l’utilizzo di tali DPI, a meno che i rischi specifici legati all’attività svolta non lo prevedano già (necessità di protezione da polveri, fumo e aerosol solidi e liquidi tossici e dannosi per la salute). La mascherina del tipo “chirurgico” può invece essere utilizzata da soggetti che presentano sintomi quali tosse o starnuti per prevenire la diffusione di goccioline di saliva. 9. MENSE AZIENDALI: ESISTONO LIMITI/DIVIETI/PRECAUZIONI DA PORRE IN ESSERE? È utile evitare l’affollamento attraverso un’idonea organizzazione dei turni per accedere alla mensa o una diversa ripartizione/assegnazione degli spazi e applicando in modo puntuale le regole d’igiene elencate dal Ministero della Salute (decalogo) garantendo in particolar modo un adeguato distanziamento tra le persone. 10. SPOGLIATOI AZIENDALI: ESISTONO LIMITI/DIVIETI/PRECAUZIONI DA PORRE IN ESSERE? Vale quanto già indicato per le mense. Evitare l’affollamento e seguire il decalogo del Ministero della Salute. 11. QUALI SONO LE MISURE DI PREVENZIONE CHE È OPPORTUNO CHE I DATORI DI LAVORO ADOTTINO AL FINE DI FORNIRE UN SOSTEGNO ALLA SOLUZIONE DI UN PROBLEMA DI SALUTE PUBBLICA? Garantire una adeguata informazione, diffondendo le 10 regole indicate dal ministero e fornendo informazioni corrette con specifico riferimento a fonti attendibili ed in collaborazione con il medico competente. – Garantire un’adeguata pulizia dei locali. – Favorire la scrupolosa e frequente pulizia delle mani mettendo a disposizione detergenti e tutto l’occorrente necessario per garantire tale buona pratica. – Evitare situazioni di affollamento ovvero permanenza di più persone in spazi chiusi ove non sia possibile garantire una adeguata distanza tra le persone evitando situazioni “faccia a faccia” . – Garantire una corretta informazione/formazione in particolare nei riguardi dei lavoratori in trasferta o distacco presso unità produttive con sede in comuni della zona rossa, in Cina o in aree geografiche comunque ritenute “a rischio”. 12. IL DATORE DI LAVORO DEVE NECESSARIAMENTE AGGIORNARE LA VALUTAZIONE DEI RISCHI IN SEGUITO ALLA DIFFUSIONE DEL COVID-19? Il Datore di Lavoro deve fornire informazioni ai lavoratori, anche mediante redazione di informative (o utilizzando opuscoli a disposizione, come quello redatto dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità, che indica i 10 comportamenti da adottare per prevenire la diffusione del virus) e adottare precauzioni utili a prevenire l’affollamento e/o situazioni di potenziale contagio. Il documento di valutazione dei rischi dovrà essere aggiornato solo per i rischi specifici connessi alla peculiarità dello svolgimento dell’attività lavorativa, ovvero laddove vi sia un pericolo di contagio da COVID-19 aggiuntivo e differente da quello della popolazione in generale. Diversamente risulta fondamentale adottare le precauzioni già note e diffuse dal ministero della Salute, declinandole alla specificità dei luoghi e delle attività lavorative. 13. QUALE È IL RUOLO DEL MEDICO COMPETENTE E COME DEVE ESSERE CONDOTTA LA SORVEGLIANZA SANITARIA IN MERITO ALLA DIFFUSIONE DEL COVID-19? Oltre a rendersi disponibile per informare i lavoratori sull’emergenza epidemiologica da COVID-19 e sulle precauzioni da adottare, è importante ai fini generali della prevenzione una massima collaborazione tra il Datore di Lavoro ed il Medico Competente, con particolare riguardo ai lavoratori che svolgono o possono svolgere trasferte per motivi di lavoro in territorio Nazionale ed Internazionale, in Paesi o situazioni di volta in volta classificate a rischio dalle autorità competenti. 14. LA NORMALE COLLABORAZIONE E INTERFERENZA TRA LAVORATORI DI IMPRESE DIFFERENTI (AREA CANTIERE E NON) PUÒ PROSEGUIRE NORMALMENTE, SECONDO LE SOLITE PRESCRIZIONI DEL D.LGS. 81/08 E SEGUENDO LE INDICAZIONI E I SUGGERIMENTI DEL DECALOGO DIFFUSO DAL MINISTERO DELLA SALUTE, O DEVONO ESSERCI MISURE DI PREVENZIONE PARTICOLARI E AGGIUNTIVE/INTEGRATIVE? Le attività possono proseguire nel rispetto delle normativa vigente e delle indicazioni del Ministero della Salute. Non sono previste misure aggiuntive. 15. SE NEI PROSSIMI GIORNI FOSSERO PREVISTE LE VISITE MEDICHE PERIODICHE DEL PERSONALE DIPENDENTE (SIA PRESSO L’AZIENDA CHE PRESSO LO STUDIO MEDICO) È CONSIGLIABILE/POSSIBILE POSTICIPARLE, PREVIO PARERE DEL MEDICO COMPETENTE? La sorveglianza sanitaria può continuare rispettando le indicazioni del decalogo del Ministero della salute e di semplici accortezze per evitare situazioni di affollamento in sala d’attesa. |
Coronavirus, chi resta aperto e quali le attività chiuse – Che cosa prevede il DPCM dell’11 marzo 2020
| Coronavirus, chi resta aperto e quali le attività chiuse – Che cosa prevede il DPCM dell’11 marzo 2020 FONTE UNIONE ARTIGIANI MILANO |
| Con il decreto del Presidente del Consiglio dell’11 marzo 2020, il governo sospende per 14 giorni dal 12 marzo 2020 al 25 marzo 2020, salvo proroghe, su tutto il territorio nazionale le attività commerciali al dettaglio, le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), le attività inerenti i servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti). Qui il quadro sinottico: DCPM 11 marzo 2020 Quadro sinottico (formato pdf stampabile) Allegati 1 e 2 del DPCM: Sono chiusi: Tutte le attività commerciali al dettaglio, eccetto le casistiche indicate nell’elenco seguente : I mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari Attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) Attività inerenti i servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti) Restano aperti (garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro): Ipermercati Supermercati Discount di alimentari Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari Commercio al dettaglio di prodotti surgelati Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2) Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati Commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4) Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici Farmacie Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici Mense e del catering continuativo su base contrattuale Ristorazione con consegna a domicilio Esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie, aeroportuali Servizi bancari, finanziari, assicurativi Attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia Attività delle lavanderie industriali Altre lavanderie, tintorie Servizi di pompe funebri e attività connesse Industrie e le fabbriche potranno continuare a lavorare a condizione di rispettare i protocolli di sicurezza (soprattutto le distanze fra i lavoratori). Rimarrà attiva anche la produzione dei beni essenziali, soprattutto quelli alimentari, oltre alla produzione agricola. |
L’APPALTATORE HA SEMPRE DIRITTO AL MANCATO GUADAGNO.
E’ quanto affermato dalla suprema corte ribadendo la
costante giurisprudenza sul punto (sentenza n. 5368/2018 Corte di Cassazione).
Se il committente recede dal contratto, in maniera unilaterale, l’appaltatore
ha diritto all’utile che avrebbe conseguito!
L’appaltatore, a questo punto ha difatti già acquistato parte del materiale
necessario alle esecuzione delle opere ed inoltre ha respinto un’interessante
commessa ricevuta da un diverso committente.
Per dette ragioni, come confermato dalla Corte di Cassazione intervenuta sul
diritto di risarcimento del lucro cessante con la richiamata sentenza,
l’appaltatore, una volta dimostrato l’utile netto da lui conseguibile con
l’esecuzione delle opere appaltate, ha diritto al risarcimento del mancato
guadagno.
MODULO AUTODICHIARAZIONE SPOSTAMENTI IMPRESA DI PULIZIE MONZA CIEMMEZETA.IT
FONTE UNIONE ARTIGIANI DI MILANO
A integrazione della nostra precedente comunicazione, informiamo che, alle ore 13:30 di oggi, lunedì 9 marzo, il Ministero dell’Interno ha pubblicato il “Modulo auto-dichiarazione spostamenti” riferito anche all’attività lavorativa.
Abbiamo messo a vostra disposizione sul nostro sito il modulo in versione editabile, scaricabile al seguente link:
Modulo autodichiarazione spostamenti_versione editabile
Per maggiori informazioni sulle nuove direttive ministeriali e sulla compilazione del modulo rimandiamo al sito del ministero:
COMUNICAZIONE A TUTTA LA CLIENTELA IMPRESA DI PULIZIE MONZA CIEMMEZETA.IT – CORONA VIRUS COVID-19
Egregio cliente,
l’evolversi mediatico del diffondersi dell’ormai famigerato CORONAVIRUS COVID-19, ci suggerisce trasmetterVi qualche informazione utile.
Non si tratta, ovviamente, di alcun consiglio medico.
Ci limitiamo a divulgare comunicati ufficiali pervenutici dal nostro medico competente e qualche nostra nozione sulla detergenza professionale.
Attualmente nessun collaboratore CMZ e tantomeno relativo familiare, ha alcun sintomo influenzale.
Questo lo diciamo per rasserenare alcuni di Voi che, giustamente, ci hanno chiesto informazioni.
Vi garantiamo che la sorveglianza sanitaria cui siamo sottoposti, nonché la costante comunicazione con i nostri dipendenti, ci consente di monitorare in tempo reale ogni potenziale segnale.
Ci è sembrato doveroso, nonostante queste informazioni siano protette da privacy, rassicurarVi vista l’attuale diffidenza generale.
All’impresa di pulizie in questo momento sono richiesti sforzi importanti.
Non siamo però la risoluzione di un caso mondiale.
Abbiamo strumenti blandi, il semplice impiego di prodotti sanitizzanti che impieghiamo da sempre (a base alcoolica) ed ultimamente dei presidi medico chirurgici, sono poco efficaci in un contesto di visione globale, perché disinfettare un ambiente nella sua totalità è praticamente impossibile, ci si limita unicamente ai punti di maggior contatto.
Un ambiente sterile si ottiene esclusivamente in sale operatorie e clean room, con aria microfiltrata, tappeti sterili aspiranti etc etc.
Qualunque altra informazione riceviate in tal senso è alterata.
Uno starnuto in un ambiente può diffondere germi sino ad 8 metri.
Vorrebbe dire, ogni volta, durante il nostro intervento, pulire tutto il contenuto, muri e suppellettili compresi.
Utilizzare per le pulizie alcool oltre al 60% (infiammabile nonchè vietato per ragioni di sicurezza) o candeggina (vietata in ambito professionale), oltre a danneggiare le superfici, spesso macchiandole irreparabilmente, lasciano un residuale molto alto che poco si ricondurrebbe ad un ambiente pulito. L’amuchina o il Lysoform sebbene ottimi disinfettanti, presentano le stesse problematiche.
Il presidio medico chirurgico che stiamo utilizzando è un ottimo compromesso, comprenderete bene, che nulla potremo fare per preservarne l’efficacia dopo pochi attimi dalla sua applicazione.
Ognuno di noi conduce una vita frenetica, frequentando decine di persone già dalle primissime ore della mattinata, dalle scale, alle ascensori, al bar.
Gli stessi figli sono probabilmente portatori sani. Come sempre accade in tutte le epidemie influenzali.
Accanirsi con una disinfezione degli ambienti è ragionevole ma andrà confinata nei limiti del buon senso.
L’unica precauzione, reale, sarebbe di non uscire di casa per almeno due settimane, invitando ogni familiare a fare lo stesso.
Dovrebbe fermarsi e contemporaneamente, l’intera popolazione mondiale, o quantomeno centellinare in rapporti sociali se non con dovute precauzioni, ed allora si che avremmo una regressione di questo feroce ceppo influenzale.
Armiamoci dunque di buona pazienza e di piccole grandi precauzioni. Potremo probabilmente arginarla e cosi forse sarà.
Affidandoci anche e soprattutto al nostro amico più fedele ed efficace, il nostro sistema immunitario ed alla buona sorte.
Questi link potrebbero servirvi, qualora abbiate il tempo di leggerli…
Non esitate a contattarci per qualunque informazione, dubbio, chiarimento o altro.
Tutto lo staff in questo momento è impegnato in una sorta di task force istituita per limitare il più possibile problematiche derivanti dal nostro servizio.
Ci scusiamo sin da ora per la scarsissima sintesi della missiva di cui sopra, resta comunque un atto dovuto nei Vostri confronti.
Cordiali saluti






