2025, che fatica!
Bilancio del 2025?
Che fatica!
Vorrei condividere qualche mia personale considerazione. Un anno, il 2025, fatto di staffette, con partenze fulminee, traguardi contesi, ripartenze, false partenze.
Tutto sommato positivo, ma come anticipato nel titolo, che fatica.
Recentemente veniamo contattati per formulare preventivi nelle realtà più disparate. Aziende che vogliono dimezzare gli interventi, richieste di disponibilità orarie complesse, mancanza totale di fiducia nei confronti di noi operatori nel cleaning, inserimento nei contratti di operazioni insostenibili economicamente, penali. Il tutto per rate orari che oscillano tra i 20 ed i 30 €/ora iva esclusa.
Come possiamo pulire senza chiavi, ad orari concomitanti con la presenza del cliente, per poi sentirci dire che la presenza concomitante è fastidiosa?
Il malumore generale, come spesso accade, si riversa sulle imprese di pulizie e spesso sugli operatori. Malcontento in azienda, si trasforma in una lotta all’addetto dell’impresa di pulizie.
Ci siamo abituati, fa parte del nostro dna. Quello che ora sorprende e la diffidenza che riscontriamo.
Sistemi biometrici all’ingresso, orari stringenti, refrattarietà alle multietnie, spesso rappresentate da persone bisognose, con stipendi modesti, gran lavoratori.
Una diffidenza generata dalla ricerca del minor prezzo, che incide sulla qualità e poi, inesorabilmente sulla qualità.
Ho già affrontato in diverse occasioni questo tema. Il costo delle imprese di pulizie.
Recentemente sono entrato nei servizi di una catena di fast food con presenza sul territorio a livello mondiale. No, non era il McDonald’s, per dovere di cronaca.
Un odore pazzesco, pavimento appiccicoso, frutto di lavaggi errati con prodotti ad altro residuale ed in concentrazione sbagliata, utilizzo di mop con carica batterica importante… Potrei scriverne per una pagina…
Sono uscito e mi sono detto: “caspita non solo in CMZ PULIZE CIVILI E INDUSTRIALI tagliano il budget”.
Constatare che anche nelle banche, nei centri commerciali, nelle catene di palestre e di diverso tipo e categoria merceologica, siano in atto importanti tagli sulla qualità, mi conforta.
Dove vogliamo arrivare però?
Per questo, il 2025 è stato un anno difficile.
Clienti persi per puntiglio, clienti acquisiti stanchi del precedente fornitore che poi cosi malaccio non era, clienti nuovi, privati o aziendali.
In alcune situazioni, quelle per noi assimilabili al concetto della linfa vitale, dove il rapporto umano e la serietà ancora costituiscono uno “zoccolo duro” imprescindibile, fortunatamente non si parla di prezzi o di tirare sempre la corda.
Un 2025 con percezioni complesse, previsioni difficili.
Luce in fondo al tunnel per il 2026? Si, io la penso cosi.
Che però non sia un camion in contromano…






